Aambours Frank, Astrakan, Bismark, Runsè, Renetta Walder, Commercio, Delicius Rosso, Fulminei, ... Sono solo alcuni dei nomi di antiche varietà di mele, che l'Amministrazione vidracchese ha scelto come originale forma di verde pubblico. Originale oggi, ma ampiamente diffusa in passato, almeno fino al dopo guerra, se è vero, come si dice nei racconti degli anziani, che le fioriture di mele costituivano uno spettacolo paesistico che faceva arrivare persone fin da Torino per apprezzarlo.

Sono oltre quaranta le prime piante messe a dimora nei giorni scorsi, per una quindicina di cultivar e che rappresentano la base di partenza per documentarne le caratteristiche, anche con finalità didattiche. Il primo impianto consentirà anche di verificare l'attecchimento e le caratteristiche delle varietà, che comunque sono tutte naturalmente resistenti alla ticchiolatura e ad altre patologie che colpiscono le mele della grande distribuzione, quelle che ormai siamo abituati a vedere sulle nostre tavole. Si tratta di varietà con maturazioni a scalare, distribuite in periodi anche molto diversi dell'anno, consentendo di avere un'ampia disponibilità del frutto d'Adamo, senza bisogno di conservanti o celle frigorifere.

Il progetto è monitorato dagli agronomi dell'Osservatorio di Frutticoltura Piemontese "A. Geisser", un Ente Morale con il quale dal 2011 è stata avviata una proficua collaborazione, a sostegno dell'area mercatale e dell'attività convegnistica e di formazione. Una collaborazione naturalmente aperta ai privati interessati ed alle altre amministrazioni della zona, con le quali condividere il progetto di fare di quest'area del Canavese un'eccellenza per le mele, che potrebbe non avere nulla da invidiare al Trentino.

L'idea degli amministratori è infatti quella di puntare sulle tipicità e sulla tradizione per sostenere il turismo e le piccole imprese agricole. "Vidracco paese delle mele" e perché no, del sidro, bevanda poco alcolica, gradevole, quanto sconosciuta al grande pubblico. Ma perché questo accada, prima ancora che le imprese agricole possano valutare conveniente questo indirizzo colturale, serve che la cultura delle mele torni ad essere diffusa e praticata in ambito familiare. Ecco allora che l'Amministrazione ha in programma anche brevi corsi sulle varietà e le specifiche tecniche agricole, ma anche sulla produzione domestica di sidro, per invogliare a cominciare a fare delle piccole produzioni artigianali. I primi incontri sono in programma prima dell'estate e a breve saranno rese note le date. L'auspicio è che, magari già dalla prossima festa dell'uva, sarà possibile far assaggiare il primo sidro, accanto al vino che orgogliosamente viene prodotto a Vidracco.

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