Vidracco e la Valchiusella sono una terra di tradizioni celtiche, in particolare legate alla popolazione dei Salassi, che qui abitarono prima della dominazione romana. La lunga resistenza all’avanzata di Roma ha lasciato tracce storiche che rivivono nella “Battaglia dei Salassi”, una rievocazione che racconta non soltanto i combattimenti, ma anche la vita civile  delle popolazioni celtiche, la cui eredità, comune ad atri paesi europei, conserva tracce nella cultura odierna.

Un pò di storia antica.

Il territorio della Valchiusella è stato abitato in epoca antica dai Salassi, noti ai Romani come Salasses, una popolazione celtica discendente dalla tribù degli Allobrogi, che pare sia appartenuta alla così detta “cultura di Hallstatt”.
Della presenza dei Salassi in Valchiusella restano tracce evidenti, come il “Sentiero delle Anime” di Traversella, caratterizzato da incisioni rupresti a forma di coppelle e cruciformi.
La resistenza all’avanzata romana in Valchiusella, nel I secolo a. C., durò alcuni decenni, grazie anche alle caratteristiche del territorio, che risultava facilmente difendibile e quindi ostile agli attaccanti.
Dopo l’insediamento romano ad Eporedia, sotto la dittatura di G. Mario, la popolazione gallica degli Ictimuli, stanziata nell’area delle valli Sacra e Chiusella, chiese aiuto a Roma contro le popolazioni salasse che avevano sottomesso la zona e percepivano ingenti tasse.
Il casus belli avvenne nel 53 a. C. quando i consoli Antistio Vetere e Messalla Valerio Corvino, mentre si recavano verso il Danubio per muovere guerra agli Illiri, con tre legioni, ricevettero l’appoggio degli Ictimuli per le salmerie ed i rifornimenti, sancendo una consociatio.
Durante il transito attraverso le valli interessate, i Romani vennero attaccati sulla via Bubularia da un contingente salasso. Approfittando dell’occasione, con il consenso implicito del primo triumvirato, dichiararono nel mese di marzo le hostilitas, dichiarando di fatto guerra alla gens salassorum.
Il campo venne stabilito prima nella zona vicina al canale Agrippino, tra gli odierni Caluso e Chivasso; in seguito, i Romani si avvicinarono al territorio ictimulo spostando il campo prima in una zona imprecisata tra la Dora ed il Chiusella e successivamente, dopo alcuni scontri, all’imbocco della val Chiusella, dove, forti dell’aiuto degli Ictimuli, iniziarono ad attaccare i Salassi accampati nella zona a nord dell’attuale Vidracco. Dopo circa una settimana, mentre ulteriori contingenti romani arrivavano dalla Lombardia e dalla Toscana per preparare le guerre Illiriche, i Salassi scesero in uno scontro frontale, non potendo reggere ulteriormente l’assedio che i Romani avevano iniziato contro il loro campo fortificato.
Lo scontro si consumò presso la via Bubularia, in campo aperto, vicino al territorio del Comune di Vidracco, pare in un avvallamento nei pressi di un affluente del Chiusella, probabilmente l’attuale Savenca.
I Romani, forti delle truppe appena inviate e dell’aiuto degli Ictimuli, sbaragliarono i Salassi, costringendo i superstiti a ripiegare verso l’odierna Valle d’Aosta.
Vennero catturati alcuni guerrieri che, secondo le disposizioni di A. Vetere, avrebbero dovuto essere portati in trionfo a Roma. I capi degli Ictimuli, invece, chiesero ed ottennero di occuparsene secondo i loro costumi: portarono i prigionieri vicino al borgo fortificato dove i Salassi si erano arroccati, li sgozzarono e li decapitarono.
Il grosso delle popolazioni furono deportate come schiavi, attraverso un sistema che garantisse che i singoli gruppi ed i loro discendenti non potessero più ricongiungersi.

La conquista dei territori salassi da parte di Roma si concluse nel 25 d. C., con la battaglia di Aosta, in conseguenza della quale fu eretto l’Arco di Augusto.

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