|
Come si legge nella delibera approvata dal Consiglio comunale, “Il P.E.C.C. è uno strumento che deve attuare una nuova politica energetica, sociale ed economica a beneficio del proprio territorio e dei cittadini residenti, nel rispetto dei piani e delle norme sovraordinate, in sintonia con i programmi della Comunità Europea, della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e, più in generale, con gli intenti indicati dalla “Carta della Terra” (UNESCO – 2000) (2).
Gli obbiettivi riguardano il rispetto di principi ideali e il raggiungimento di risultati concreti: nel territorio comunale le attività produttive e le iniziative di carattere associativo in genere dovranno essere coerenti con i contenuti della Carta della Terra; la Pubblica Amministrazione, d’intesa con cittadini, attività produttive e realtà associative locali, dovrà individuare modi, tempi e risorse economiche per garantire uno sviluppo sostenibile nell’ambito territoriale; l’esperienza del P.E.E.C. di Vidracco sarà divulgata con iniziative e mezzi idonei, quale modello sociale ed economico realizzabile in altre realtà di Comunità (territori comunali e reti di comunità secondo la logica del bioregionalismo)”. I principali settori d’intervento sono elencati in maniera dettagliata nel documento e, tra gli altri punti, comprendono incentivi per l’installazione d’impianti di riscaldamento centralizzati. Un punto da approfondire riguarderà la creazione di un sistema economico condiviso per la promozione del territorio e delle iniziative locali nei settori culturale, artistico e di volontariato e interventi finanziari per sostenere nuove attività produttive conformi ai contenuti del P.E.E.C. Il documento impegna poi la “Vidracco Energia” alla cura delle aree boschive e alla ricerca, sperimentazione e alla diffusione delle esperienze realizzate. La centrale elettrica, annunciata per la fine del 2009, non dovrà avere emissioni di CO2 (anidride carbonica) e utilizzerà biomasse, vale a dire scarti di coltivazioni agricole, paglia, sfalci, potature, legname proveniente dalla pulizia dei boschi e rifiuti alimentari (rifiuti solidi urbani). Dal punto di vista industriale si tratta di un piccolo impianto che consentirà, tuttavia, a Vidracco di creare qualche posto di lavoro, faciliterà la cura e la pulizia dei boschi e darà il via ad una serie d’investimenti economici a vantaggio del territorio. Il sistema prevede la trasformazione della biomassa in gasolio e, successivamente, in energia elettrica e termica grazie a motori diesel di cogenerazione: è un brevetto tedesco che definisce con il termine “depolimerizzazione” un procedimento fisico-chimico che riproduce industrialmente quanto avviene in natura quando i residui organici sedimentali, miscelati con un catalizzatore rappresentato da sali minerali inerti, danno origine ai combustibili fossili. E’ un sistema di trasformazione che assicura un impatto ambientale pressoché nullo rispetto ai molti sistemi tradizionalmente usati per la valorizzazione energetica di residui organici: liquefa il materiale organico in ingresso grazie ad una sorta di trituratore, poi con un catalizzatore riduce ancora la dimensione delle molecole organiche e attraverso una torre di distillazione estrae il gasolio e le sostanze residue del processo. Il Piano Energetico, la centrale elettrica e gli altri progetti annunciati fanno parte di una visione d’insieme del territorio, delle sue risorse naturali, della gente che vi abita e che vi lavora. L’economia che deriverà da queste iniziative farà di Vidracco un esempio di applicazione pratica di teorie, esperienze e sogni che hanno avuto in Adriano Olivetti, Franco Ferrarotti e in altri imprenditori e utopisti tanti illustri predecessori.
Roberto Sparagio (Coboldo Melo) Assessore all’Ambiente e al Turismo del Comune di Vidracco
Note bibliografiche (2) Da La strada in avanti, “Ispirazione per una Governance Globale. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la Carta della Terra” (Ruud Lubbers, Willem van Genugten, Tineke Lambooy, Editore Robert Luckers, 2009). “Durante la Conferenza Generale del 2003, gli Stati membri dell’UNESCO hanno riconosciuto la Carta della Terra come un importante quadro di riferimento etico per lo sviluppo sostenibile e hanno adottato la risoluzione di utilizzarla come strumento educativo. (Koichiro Matsuura, Direttore Generale dell’UNESCO). “Dobbiamo impegnarci ad adottare e promuovere i valori e gli obiettivi della Carta della Terra. Questo richiede una trasformazione del cuore e della mente, un rinnovato senso di interdipendenza globale e di responsabilità universale. Dobbiamo sviluppare e applicare con immaginazione la visione di un modo di vivere sostenibile a livello locale, regionale, nazionale e globale. La nostra diversità culturale è un’eredità preziosa e le diverse culture troveranno percorsi specifici e diversi per realizzare questa visione… Ogni individuo, famiglia, organizzazione e comunità ha un ruolo vitale da svolgere. Le arti, le scienze, le religioni, le istituzioni scolastiche, i mass–media, le imprese, le organizzazioni non governative e i governi sono tutti chiamati a offrire una leadership creativa. L’azione congiunta del governo, della società civile e delle imprese è essenziale per una governance efficace”.
|