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Il paese deve molto al “Titano del lavoro”, che lascia inconsapevolmente il testimone ad un vidracchese il quale, al di là dei rapporti parentali, spende invece la sua vita tra queste colline.
Giacomo Caretti, “l’ingegnere” è l’uomo del cambiamento, artefice di una svolta imprevista. Nella foto d’archivio, è ritratto mentre firma l’atto di gemellaggio tra Vidracco ed Epehy. Per quasi vent’anni Vidracco balza agli onori della cronaca grazie alla costruzione dello stabilimento I-RUR (Istituto per il Rinnovamento Urbano e Rurale), diventato oggi sede del Consorzio Damanhur Crea. Certo, anche questa è una circostanza curiosa, perché la storia vidracchese dell’ingegnere è legata, a sua volta, ad un altro personaggio importante per il Canavese e per l’Italia: Adriano Olivetti, il genio di un’imprenditoria così proiettata nel futuro da non trovare eredi o seguaci neppure a distanza di cinquant’anni. Si deve a Giacomo Caretti, diventato Sindaco, la costruzione dell’I-RUR di Vidracco: l’ingegnere capisce la portata del progetto e lotta fino all’ultimo per fare spazio in paese a questa nuova avventura dell’industria canavesana. Come primo atto pratico mette subito a disposizione dell’Olivetti alcuni locali della sua casa, che si trova proprio a ridosso dei terreni dove sarebbe potuto essere costruito il futuro laboratorio. Il lavoro, nelle sue fasi iniziali, consisteva esclusivamente nella produzione di valigette per macchine per scrivere. Fino ad allora, siamo nella seconda parte degli anni Cinquanta, non s’era mai visto nulla di simile da queste parti. A Vidracco la produzione era distribuita in varie sedi: in alcuni locali adiacenti al Comune, nelle sale del futuro ufficio postale e persino in molte case private. Proprio l’intensa attività produttiva, svolta praticamente a domicilio da parte dei vidracchesi, convince Adriano Olivetti a costruire uno stabilimento in valle. A dire il vero i primi progetti per la realizzazione di un laboratorio I-RUR prevedevano la localizzazione a Vistrorio, perché anche nel paese vicino funzionavano altri punti di produzione a cottimo. E’ proprio lui, l’ingegnere, a darsi da fare perché lo stabilimento sia costruito, invece, a Vidracco. Come prima iniziativa, del tutto conforme allo statuto etico del progetto I-RUR, regala all’Olivetti i terreni adiacenti alla sua abitazione e i tecnici di Adriano si mettono subito all’opera per costruire la nuova struttura. Qualcuno sostiene, ma forse sono soltanto chiacchiere tra anziani, che a Vistrorio ci sia ancora gente che si è “legata al dito” questa faccenda. |