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Sabato 31 Luglio 2010
Home | Storia | Il primo volume su Vidracco | Da I-RUR a Consorzio “Damanhur Crea”
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Il comune di
VIDRACCO
IL COMUNE
• Provincia: TO
• Cap: 10080
• Abitanti: 543
• Superficie: 3,2 kmq
• Dens. abitativa: 170 ab. x kmq.
• Altitudine: 481 m.s.l.m.
• sat: 45.431741%2C7.758611
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Vidracco
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Da I-RUR a Consorzio “Damanhur Crea” PDF Stampa E-mail
Nel 2004, ad un anno dall’acquisto deciso dalla Federazione Damanhur e dopo sei mesi intensi di ristrutturazione generale, l’ex stabilimento I-RUR cambia pelle e nome e diventa sede del Consorzio “Damanhur Crea”. Il nuovo utilizzo del complesso è un modello di recupero industriale nel solco tracciato da Olivetti.
Dal punto di vista tecnico gli interventi relativi alla struttura hanno richiesto grande cura, per adeguare gli spazi alle esigenze dei nuovi utilizzatori, rispettando nel contempo le caratteristiche volute dagli architetti di Adriano, testimonianza di una concezione avanzata del rapporto tra individuo, azienda e territorio. In questo caso non si tratta soltanto di mantenere le caratteristiche originarie dell’opera o di aggiornare i materiali per adeguare la coibentazione o rispettare le attuali norme di legge: la continuità ideale tra I-RUR olivettiano e Consorzio Damanhur Crea deriva dall’impostazione gestionale e dall’utilizzo degli spazi.
La “fabbrica” non può essere soltanto luogo produttivo di un’industria: la sua utilità consiste anche nel riservare spazi ad attività ricreative e culturali, affinché possa essere vissuta dalla gente, svolgendo un ruolo di servizio nei confronti dell’ambiente sociale.
Della struttura odierna, ad esempio, fanno parte integrante una Galleria d’Arte, una Scuola familiare e il Centro Congressi intitolato ad Adriano Olivetti, che ospita regolarmente importanti eventi artistici, culturali e convegni scientifici, sempre rigorosamente “on line” tramite il sito Internet della Federazione Damanhur.
L’idea di insediare un Consorzio ricorda, infine, la visione utopistica del cooperativismo di metà anni Cinquanta. La funzione degli I-RUR consisteva nella “riduzione dei costi di gestione per il miglioramento della produttività”: oggi il Consorzio riprende proprio il tema della condivisione dei costi generali di gestione dello stabile, serve a fornire consulenze di carattere burocratico, fiscale e amministrativo e guarda un po’ più avanti, con l’obiettivo di curare il marketing delle aziende insediate, per favorire la conoscenza e la vendita dei loro prodotti. Sembra persino banale sottolinearlo, forse perché si tratta di concetti facilmente condivisibili: eppure si tratta di un’idea ancora assai poco praticata in Italia.
Professionisti, amministratori pubblici e politici in visita al Consorzio non hanno mancato di rilevare proprio quest’aspetto: “State realizzando – ha commentato, ad esempio, l’Onorevole Luciano Violante – quanto in Italia si teorizza da diversi anni, con scarsi risultati pratici. L’idea, cioè, di riunire e razionalizzare servizi che attività differenti tra loro condividono, con maggiore risparmio individuale e migliore qualità della consulenza: diversamente ciascuno è costretto a provvedere per conto proprio, con i relativi costi e impegno di tempi che, in questa maniera, possono essere meglio dedicati alla produzione”.
Sono valutazioni lusinghiere per chi si è tuffato in questa nuova impresa: la trasformazione del sito industriale rappresenta una sorta di progetto pilota per il Canavese, con l’obiettivo di contribuire alla creazione di un modello sociale basato su uno sviluppo armonioso e sostenibile.